- Workshop
- 2026
Da Zero a Spec-Driven: come abbiamo strutturato il contesto per sviluppare con la GenAI
Workshop realizzato in collaborazione con
Abstract
Mia-Platform è un’azienda di prodotto con una piattaforma core unica e un team di sviluppo tradizionale. Negli ultimi due anni abbiamo intrapreso un percorso per integrare la GenAI nel nostro processo di sviluppo software, utilizzando strumenti commerciali come GitHub Copilot e Claude Code in modo disciplinato e misurabile.
In questo workshop condividiamo il percorso reale: dal semplice prompting per ottenere suggerimenti mirati, fino allo Spec-Driven Development, un approccio in cui la specifica diventa il motore principale per generare artefatti complessi.
Il salto fondamentale non è stato tecnologico, ma architetturale: abbiamo capito che la GenAI produce valore in proporzione diretta alla qualità del contesto che le viene fornito. A tal fine, abbiamo costruito due pilastri:
- Context Catalog — un registro strutturato che raccoglie e mantiene il contesto rilevante per ogni componente del sistema, esposto in tempo reale agli strumenti di AI coding tramite MCP server, rendendo ogni interazione con il modello informata, coerente e riproducibile.
- AI Foundry — uno strato di asset condivisi e riutilizzabili (prompt, skill, agenti, template) che fungono da guardrail cognitivi: vincolare lo spazio di output della GenAI entro i confini architetturali e di dominio dell’organizzazione.
Un elemento altrettanto fondamentale è l’osservabilità. Senza monitoraggio, l’AI generativa rimane una scatola nera: non sai cosa funziona, cosa migliora o quanto costa. Abbiamo integrato tracing e metriche lungo l’intera catena per identificare colli di bottiglia, ottimizzare i pattern e ridurre il consumo di token — con un impatto diretto sui costi operativi per noi e per i nostri clienti, e con una crescente attenzione all’impatto ambientale.
Portiamo lezioni concrete su cosa significa adottare la GenAI in modo disciplinato all’interno di un’organizzazione di prodotto: non rincorrere l’ultimo modello, ma costruire l’infrastruttura cognitiva che rende ogni strumento uno strumento controllabile.





